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La nostra situazione non è “all’esterno”, in cui un uomo viene mosso dagli eventi alla superficie,
né è “all’interno”, in cui un uomo è preso dallle emozioni e tiranneggiato dalle sue funzioni.
E’ un equilibrio preciso, una posizione equidistante che mi permette di apprezzare e comprendere
che io sono queste due vite.”
Michel Conge
March 3rd, 2010 / Author: NishaNon vi è modo migliore per scoprire aspetti inaspettati di se stessi che dall’attrito che si verifica quando si lavora con gli altri. A.L. Staveley Chi siamoFebruary 3rd, 2010 / Author: Nisha
Per ottenere qualcosa di reale è necessaria una lunga pratica.All’inizio, cercate di realizzare cose molto piccole.G.I. GurdjieffSiamo un collettivo informale di persone che si rifanno alla tradizione della Quarta Via di GI Gurdjieff, studiando ed applicando nella vita quotidiana le pratiche che ci sono state tramandate attraverso J.G. Bennett, M. Nicoll, Rina Hands ed altri. Le nostre attività consistono, oltre che nella pratica costante e nel lavoro regolare del gruppo, anche nell’organizzazione e gestione di incontri aperti, presentazioni e conferenze, e nella traduzione e pubblicazione di materiale attinente alla nostra ricerca. Pur rifacendoci alla tradizione del Lavoro di Gurdjieff ed all’insegnamento della Quarta Via, non ci riconosciamo in una delle Scuole “Ufficiali” o dei vari gruppi sorti intorno a figure carismatiche. Siamo, o cerchiamo di essere, persone “normali”, e aperte alla condivisione delle nostre esperienze con chiunque sia disposto ad intraprendere seriamente e con costanza un cammino di sviluppo del sé, nella vita di tutti i giorni.
TrasformazioneFebruary 3rd, 2010 / Author: Nisha
Quanto ci è stato tramandato da G.I. Gurdjieff, da J.G. Bennett e altri allievi del “maestro di danze” caucasico, costituisce un “corpus” di pratiche che, applicate alla vita quotidiana, portano alla trasformazione del sé.Nessuna vero cambiamento esteriore è possibile se non è accompagnato alla trasformazione dell’individuo, alla realizzazione della propria meccanicità, di quanto tutta la propria vita non sia altro che una continua reazione automatica a stimoli esterni e istintivi.Ciò presuppone una pratica equilibrata e costante, a diversi livelli; principalmente su di sé e all’interno del proprio gruppo. Nesuno infatti può dire di lavorare su se stesso se non sussiste l’interazione con altre persone ugualmente interessate alla trasformazione del proprio essere.Altrimenti l’illusione del lavoro su di sé rischia di divenire una sterile masturbazione intellettuale e non serve ad altro che a rafforzare ancor più le proprie debolezze e la propria personalità.Il corpo, saldamente agganciato al qui e ora, costituisce l’ancora a cui afferrarsi per sfuggire al turbine dell’identificazione ed alla fantasmagoria del pensiero ordinario.Una parte fondamentale della pratica consiste proprio nel risvegliare, tramite l’esercizio dell’attenzione cosciente, nel moto interiore dell’attenzione così come nel moto esteriore dei Movimenti o Danze Sacre, quella sensazione del corpo che ci permette di essere presenti a noi stessi in tutto ciò che facciamo.Cosa significa il Lavoro Interiore?“E’ semplice. La mia vita scorre verso la Luna. Io voglio andare nella direzione opposta, ed è come nuotare contro corrente. Quando la mia energia si esaurisce, verrò trasportato dalla corrente. E’ difficile, perciò si chiama Lavoro.” Ron Jennings, Bradford Gurdjieff Society
I Racconti di Belzebù a suo NipoteFebruary 3rd, 2010 / Author: Nisha
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